Associazione Giovanni Palatucci - Il Poliziotto che salvò migliaia di Ebrei

News Letter del 3 giugno 2010

PIEVE DI CADORE DEDICA UNA STRADA IN MEMORIA
DI GIOVANNI  PALATUCCI

31 maggio 2010 PIEVE DI CADORE DEDICA UNA STRADA IN MEMORIA DI GIOVANNI  PALATUCCIIl 31 maggio alle ore 16.30 davanti al Municipio di Pieve di Cadore si è tenuta la cerimonia di dedica di una via a Giovanni PALATUCCI, Questore “giusto” di Fiume, morto a Dachau, testimone di altissimo valore umano per aver sacrificato la sua vita durante la seconda guerra mondiale per salvare 5000 ebrei e italiani.
Successivamente alla cerimonia la Fanfara della 132^ Brigata Corazzata “Ariete” ha tenuto un concerto in onore dell'
evento al quale è seguita l'inaugurazione di una mostra storica documentaria organizzata della nostra Associazione, presso l'Auditorium della città, dove il Cappellano della Polizia di Stato Monsignor Giorgio LISE e la Professoressa Tullia CATALAN
hanno presentato il libro: "
Giovanni Palatucci il Questore giusto".
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"Ebbe come criterio il cuore""Ebbe come criterio il cuore" 
MARTEDI' 8 GIUGNO 2010 ORE 20.00 OSTIA
Dramma in nove quadri di Padre Franco Stano cmf
Postulatore della cau
sa di beatificazione 
Cappellano della Polfer
di Roma e Lazio
Il Comitato “Giovanni Palatucci” di Campagna, nell’ambito del Programma delle attività previste per il 2010, si è fatto promotore della messinscena del testo teatrale:
Ebbe come criterio il cuore – Giovanni Palatucci” 
scritto da Padre Franco Stano, Postulatore della Causa
di Beatificazione, Cappellano Polfer di Roma e Lazio.

Il testo è strutturato in una serie di dialoghi che ripercorrono, nei suoi aspetti salienti, la vita dell’ultimo Questore di Fiume, dall’età infantile al momneto culminante della malattia mortale nel campo di concentramento di Dachau. Strutturato in nove dialoghi, ci consente di toccare con mano, diremmo col “cuore”, i momenti più palpitanti, i conflitti interiori, le grandi scelte.

Palatucci bambino dialoga con la nonna a Montella (Av) suo paese di origine; Palatucci adulto delude le speranza paterne di una comoda professione di avvocato, preferendo il lavoro lontano nella pubblica sicurezza, lascia il padre e la madre; a Genova conosce Rosita, amica (o fidanzata?), ma non ha il tempo di continuare il rapporto, perché viene trasferito d’ufficio a Fiume, in Istria; qui incontra il Prefetto, perfettamente allineato con il regime fascista, ma incontra e si confronta anche con la sua “Coscienza”, con la quale inizia un dialogo continuo; dialoga con lo zio Giuseppe Maria Palatucci, vescovo della diocesi di Campagna, che collabora con lui al salvataggio di numerosi ebrei sottratti ai campi di concentramento e dirottati presso presso il campo di internamento di Campagna; coinvolge nel suo progetto Luciana Tremari, giovane gerarca fascista, che nel frattempo lo aiuta a nascondere e a far fuggire i perseguitati; infine incontra , uno tra i tanti , un anonimo “collega di sventura” nel campo di concentramento di Dachau, ormai in preda al terribile male che lo ucciderà pochi mesi prima della fine della guerra.

In nove dialoghi tanta umanità, tanti pensieri, tante emozioni che la messinscena teatrale intende trasmettere ai piccoli e grandi spettatori di questa intima e sempre attuale vicenda, con l’intenzione di toccare il cuore di ognun, lasciando un segno.
Il Teatro dei Dioscuri ha accolto la proposta di messinscena formulata dal Comitato “Giovanni Palatucci” di Campagna, con la convinzione che il giudizio più nobile sull’esperienza del Questore di Fiume è destinato a passare attraverso l’incidenza della sua vita nela vita della gente e che in tal senso e a questo scopo molto possa e debba fare il teatro come occasione privilegiata e capace di sollecitare pensieri e comportamenti.

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