Cliccate per ascoltare la canzone in memoria di Giovanni Palatucci. Buon Ascolto!!!

Amministratore

             Sono rimasto sconcertato nel leggere (in ritardo) l’articolo apparso su codesto quotidiano, del 30 marzo scorso, che fa proprie le tesi di Michele Sarfatti, storico della fondazione Cdec, il quale, dopo aver espresso pesanti giudizi su Palatucci, se la cava dicendo di “non aver trovato riscontri storici, scientifici, e documentali sui fatti che lo riguardano (nda, Palatucci) tra il 1938 e il 19454”. E’ troppo comodo formulare delle pesanti accuse per poi dire che non ci sono prove.          Sarfatti e la Indrini, che hanno fatto tanto male all’immagine di Palatucci, dovrebbero avere l’onestà intellettuale di riconoscere che le loro accuse erano infondate e che sono stati tratti in inganno da un noto personaggio, che non perde occasione per screditare la memoria dell’ultimo questore di Fiume. La Indrini, che si ritiene di essere la depositaria di tutte le verità, va oltre sostenendo, senza prove, che “Palatucci, è stato “collaborazionista” e “impiegato della persecuzione”.Queste sono affermazioni da codice penale.

 Per gli storici del Cdec non contano nella le decine di testimonianze di ebrei che dicono di essere stati salvati da Palatucci, prima e durante la Repubblica di Salò. Vi sono diverse testimonianze di ebrei salvati di cui c’è traccia negli archivi delle Questure e dei comuni italiani. Voglio fare un esempio: presso la Questura di Modena ed i comuni del modenese di Mirandola, Sestola e Zocca c’è traccia del passaggio, nel 1941, dei coniugi Confory, che hanno ripetutamente dichiarato di essere stati salvati da Palatucci. A quanto pare non si attribuisce nessun valore neppure il rapporto dell’agente dell’Ozna di Tito.

             La Indrini,  continua nelle sue infamanti ed infondate accuse sostenendo che “Palatucci, in qualità di funzionario di Polizia, ha coadiuvato la persecuzione antiebraica (…) nel periodo della Repubblica Sociale”, aggiungendo che “sulla soglia della disfatta dell’Assse, Palatucci, come i suoli superiori, abbia cercato contatti con gli alleati o abbia espresso simpatia per gli ebrei”. Anche questa accusa non risponde assolutamente al vero perché l’attività di Palatucci iniziò con l’approvazione delle leggi razziali e proseguì sino al suo arresto. La Indrini sbaglia ancora nell’associare Palatucci ai suoi superiori perché gli intenti erano assolutamente diversi. In merito, voglio ricordare che il prefetto di Fiume,il famigerato Temistocle Testa, fascista fanatico e accanito persecutore degli ebrei, dopo l’8 settembre aderì alla R.S.I. divenendo il più stretto collaboratore del colonnello delle SS Eugen Dolmann. Palatucci,che aderì alla R.S.I, per continuare la sua opera, invece, verrà internato nel campo di concentramento di Dachau, dove troverà la morte il 1° febbraio 1945. Nessuno si è mai chiesto che se Palatucci voleva continuare nella sua opera di salvataggio doveva essere un buon funzionario di giorno ed un “traditore” di notte.

 Voglio ricordare, infine, alla Indrini ed a Sarfatti che sono stati gli ebrei a scoprire Palatucci e non certo le autorità italiane, che lo avevano totalmente dimenticato. Infatti, solo il 12 settembre 1990, Palatucci, dietro le sollecitazioni dei numerosi salvati, venne proclamato “Giusto fra le Nazioni”. I riconoscimenti italiani sono successivi. Vorrei anche ricordare che le autorità ebraiche italiane continuano ad onorare Palatucci. Anche in occasione delle cerimonie   per il 70° anniversario della morte di Palatucci (10febbreio 2015) sono intervenuti Riccardo De segni, rabbino capo di Roma e la signora Gioia Pacifici, vedova del dottor Emanuele Pacifici, che ha curato l’iscrizione di Palatucci allo Yad Vashem, per dimostrare l’affetto degli ebrei verso Palatuci.

 

Roma, 21 aprile 2015                                                                                              

                                                                                                         Rolando Balugani

                                                                                             Presidente Fondazione Palatucci

Nel corso del C.D.A. della Fondazione “Amici di Giovanni Palatucci” tenutosi il giorno 03/03/2015 in Albinea di Reggio Emilia, Mons. Pietro IOTTI ha rassegnato le dimissioni da Presidente della Fondazione per motivi di salute. Le dimissioni sono state accettate, anche se con profondo rammarico, dal C.D.A. tutto. Mons. Pietro Iotti ha designato come suo successore il dr. Rolando BALUGANI che, con spirito di servizio, ha accettato l’incarico che è stato ratificato all’unanimità dal Consiglio tutto. Il nuovo C.D.A risulta così composto:

  • Presidente e legale rappresentante: dr. Rolando BALUGANI;
  • Vice Presidente Vicario: Padre Vitale SAVIO S.J.;
  • Segretario: dr. Sergio RAIMO;
  • Tesoriere: Rag. Emilio PATERLINI;
  • Consigliere: Mons. Pietro IOTTI.

Mons. Pietro IOTTI, oltre a conservare la carica di Consigliere del C.D.A a vita, viene eletto, per acclamazione del Consiglio tutto, come Presidente emerito. Il C.D.A. ha espresso la propria gratitudine a Mons. Iotti per la meritoria opera svolta in seno alla Fondazione di cui è anche il fondatore.

A conclusione dei lavori Mons. IOTTI ha presieduto la celebrazione Eucaristica concelebrando con Padre Vitale SAVIO S.J.. Tutto il C.D.A. ha preso parte alla cerimonia religiosa di ringraziamento.

Albinea di Reggio Emilia, 03/03/2015

fotoc 034Martedì 10 febbraio 2015, Monsignor Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone, si è recato in visita pastorale al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Caltagirone. Nella circostanza, il Vescovo è stato ricevuto dai vertici della Questura, dal Dirigente del Commissariato e dal Cappellano della Polizia di Stato per la provincia di Catania Padre Salvatore Interlando.

Dopo la benedizione dei locali e un breve momento di preghiera, S.E. ha sottolineato come uomini e donne della Polizia di Stato sono chiamati ogni giorno, con sacrificio e spirito di servizio, all’adempimento dei propri compiti istituzionali, vivendo il proprio lavoro come una missione, una vocazione, per garantire quotidianamente l’ordine e la sicurezza pubblica per la collettività.

Durante l’incontro, il Referente per la provincia di Catania, Ispettore della Polizia di Stato Massimo Tranchida, ricordando la figura e l’opera dell’ultimo Questore di Fiume e in coincidenza del 70° anniversario della morte del Nostro Servo di Dio, ha consegnato al Vescovo una copia del libro “Giovanni Palatucci – Il poliziotto che salvò migliaia di ebrei”.

Il giorno 10 febbraio u.s. si è svolto a Monte Compatri (Roma) presso l’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo Scolastico di via Serranti, la 8° edizione del Convegno per il Giorno del Ricordo (Legge 30 marzo 2004 n. 92), organizzato dal nostro Referente Locale Ass. Palatucci ed anche Consigliere del Consiglio di Istituto Scolastico, Ing. Patrizio Ciuffa. Promosso per favorire nei ragazzi un momento di riflessione, la data 10 febbraio rappresenta una ideale saldatura tra il Ricordo del MARTIRIO ED ESILIO dei GIULIANO-DALMATI, soprattutto quello degli anni ’40 e ’50, la vicenda del Questore di Fiume, Giovanni Palatucci, ed i Martiri Cristiani dell’epoca contemporanea nel mondo.

Il convegno è stato aperto con una breve cerimonia religiosa presso il monumento ai Caduti del comune di Monte Compatri, ove c’è stata la deposizione della corona di alloro con bacche e fiocco tricolore portata dai ragazzi delle quinte elementari ed offerta dalla Associazione per la Cultura Fiumana Istriana e Dalmata del Lazio e la Associazione Nazionale Palatucci.

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Dopo la commemorazione ci si è recati all’aula magna dell’Istituto Comprensivo di Monte Compatri e si è dato inizio al convegno, cui hanno partecipato varie classi delle Medie dell’Istituto Scolastico che hanno seguito con attenzione tutti gli interventi che si sono succeduti.

Ha aperto il convegno Patrizio Ciuffa col ricordo della maestra Nardella Natalina, che già nel 1979-80 evidenziava agli alunni la vicenda dei confini dell’adriatico orientale ed il rispetto delle tradizioni.

A questi sono seguiti gli interventi della prof.ssa Maria Luisa Botteri, consigliere Associazione Dalmati Italiani nel Mondo (ADIM), esule dalmata di Zara e cuore pulsante ogni anno del Convegno, ha parlato de “Le motivazioni della legge che istituisce il giorno del Ricordo”. È seguito l’intervento di Patrizia Pezzini – prof.ssa presso l’istituto M.T.Cicerone di Frascati e rappresentante della Ass. cultura Fiumana-Istriana-Dalmata nel Lazio (ACFIDL) che hanno parlato de “Italiani del confine orientale internati e morti nei campi di concentramento Austriaci dal 1914-1918” evidenziando che si è trattato anche della 4° guerra di indipendenza; infine ha parlato Mirella Tribioli – prof.ssa presso l’ istituto M. Buonarroti di Frascati e membro del ACFIDL, sul tema “Il concorso Mailing List Histria nelle edizioni passate e la premiazione nel Montenegro”

Per l’Associazione Giovanni Palatucci, il Consigliere Nazionale, Sost. Commissario Giovanni Roberti, Sovrintendente Attività Culturali Ass. G. Palatucci, ha presentato una proiezione sulla “Le iniziative negli istituti scolastici su G. Palatucci”, mentre il dr. Carlo Mearilli, Funzionario dell’Archivio Storico della pPolizia di Stato, ha inviato una relazione su “La vicenda di Gorizia nella prima guerra mondiale e Nazario Sauro” in occasione del 100 anniversario della 1° Guerra Mondiale. Patrizio Ciuffa ha poi sintetizzato la biografia del Servo di Dio, Giovanni Palatucci, aggiungendo informazioni sullo stato della causa di beatificazione, soprattutto a seguito del Miracolo di Modena del 2012, un magistrato liberato dal tumore al rene.

L’ultimo intervento è stato ancora del referente Ciuffa che ha parlato del Gemellaggio fra Monte Compatri e Solin-Salona in dalmazia e della relativa pubblicazione, finanziata coi contributi della Regione Veneto, che uscirà a breve alle stampe di Solin.

Nel complesso, il Convegno, guidato come sempre con grande attenzione e garbo dall’Ing. Patrizio Ciuffa, ha visto inoltre la partecipazione del Presidente del Consiglio d’Istituto, Massimo Samà che ha fatto gli onori di casa ed è stato sempre attento e disponibile nel proporre e raccordare gli interventi.