Cliccate per ascoltare la canzone in memoria di Giovanni Palatucci. Buon Ascolto!!!
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Nell’ambito delle celebrazioni per il Giorno della memoria, mercoledì 27 gennaio alle ore 10 presso l’Istituto scolastico comprensivo ISI di Barga, si terrà un incontro con due classi quarte ricordando la figura di Giovanni Palatucci.
A i ragazzi verrà donato il saggio di Nazareno Giusti* (circa 40 copie) sulla figura del poliziotto
che da vicecommissario di Fiume nel 1944 riuscì con documenti falsi a salvare migliaia di ebrei dalla deportazione.
“La rete segreta di Palatucci: I fatti, i retroscena, le testimonianze e i documenti inediti che smentiscono l’accusa di collaborazionismo con i nazisti”.
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Formato Kindle € 9,43
Formato cartaceo € 16,18
Giovanni Preziosi nasce 45 anni fa a Torre del Greco, in provincia di Napoli, da genitori irpini. Trascorre la sua infanzia ad Avellino frequentando con profitto le scuole di primo e secondo grado, prima di intraprendere gli studi universitari presso l’ateneo salernitano dove si laurea in Scienze Politiche discutendo una tesi in Storia Contemporanea con il Ch.mo Prof. Luigi Rossi dal titolo: Tra storia e politica: Avellino e l’Abbazia di Montevergine dagli anni del consenso al fascismo alla legge truffa. Nel corso di questi anni ha coltivato varie passioni, tra cui quella per il giornalismo, scrivendo per varie testate locali e nazionali quali: Il Popolo della Campania, Cronache Meridionali, La Civiltà Cattolica, Zenit, L’Osservatore Romano e Vatican Insider-La Stampa di cui è attualmente una delle firme più apprezzate delle pagine culturali. Inoltre, dal 2013, è anche condirettore della Rivista telematica di Storia, Pensiero e Cultura del Cristianesimo Christianitas e responsabile della sezione relativa all’età contemporanea. Fin dalla sua laurea i suoi interessi scientifici si sono concentrati sui problemi socio-politici che hanno caratterizzato il secondo conflitto mondiale, con particolare riguardo a quel filone storiografico relativo all’opera di assistenza e ospitalità negli ambienti ecclesiastici ad opera di tanti religiosi e religiose a beneficio dei perseguitati, indipendentemente dalla loro fede religiosa o dal loro colore politico. Ha compiuto, pertanto, importanti studi su tale argomento avviando una serie di ricerche i cui risultati sono confluiti nel volume dato alle stampe nel 2006 dal titolo: Sulle tracce dei fascisti in fuga. La vera storia degli uomini del duce durante i loro anni di clandestinità e nell’ottobre 2014 il saggio L’Affaire Palatucci “Giusto” o collaborazionista dei nazisti? Un dettagliato reportage tra storia e cronaca alla luce di alcuni documenti inediti e delle testimonianze dei sopravvissuti, nonché in altri svariati articoli pubblicati su giornali di rilievo nazionale.
L’Associazione Artisti di Roma, nell’ambito del Primo appuntamento 2016 del progetto “Chiese in mostra…” ha indetto un concorso tra i pittori dell’Associazione stessa per una mostra di arte dedicata a Giovanni Palatucci. Venti artisti presenteranno ciascuno due opere a tema Giovanni Palatucci e Gesù.
Il quadro che risulterà vincitore, sarà donato alla Chiesa di Sant’Ignazio a Roma e qui resterà esposto.
La manifestazione ha ricevuto il patrocinio della Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis e della Fondazione Amici di Giovanni Palatucci presieduta dal Dott. Rolando Balugani e che annovera come Vice Presidente, padre Vitale Savio, Rettore della Chiesa di Sant’Ignazio.
L’inaugurazione della mostra si terrà in concomitanza con il 71° dell’Elevazione al Cielo del Servo di Dio, Giovanni Palatucci che ricorrerà il 10 febbraio 2016.
Sono rimasto sconcertato nel leggere (in ritardo) l’articolo apparso su codesto quotidiano, del 30 marzo scorso, che fa proprie le tesi di Michele Sarfatti, storico della fondazione Cdec, il quale, dopo aver espresso pesanti giudizi su Palatucci, se la cava dicendo di “non aver trovato riscontri storici, scientifici, e documentali sui fatti che lo riguardano (nda, Palatucci) tra il 1938 e il 19454”. E’ troppo comodo formulare delle pesanti accuse per poi dire che non ci sono prove. Sarfatti e la Indrini, che hanno fatto tanto male all’immagine di Palatucci, dovrebbero avere l’onestà intellettuale di riconoscere che le loro accuse erano infondate e che sono stati tratti in inganno da un noto personaggio, che non perde occasione per screditare la memoria dell’ultimo questore di Fiume. La Indrini, che si ritiene di essere la depositaria di tutte le verità, va oltre sostenendo, senza prove, che “Palatucci, è stato “collaborazionista” e “impiegato della persecuzione”.Queste sono affermazioni da codice penale.
Per gli storici del Cdec non contano nella le decine di testimonianze di ebrei che dicono di essere stati salvati da Palatucci, prima e durante la Repubblica di Salò. Vi sono diverse testimonianze di ebrei salvati di cui c’è traccia negli archivi delle Questure e dei comuni italiani. Voglio fare un esempio: presso la Questura di Modena ed i comuni del modenese di Mirandola, Sestola e Zocca c’è traccia del passaggio, nel 1941, dei coniugi Confory, che hanno ripetutamente dichiarato di essere stati salvati da Palatucci. A quanto pare non si attribuisce nessun valore neppure il rapporto dell’agente dell’Ozna di Tito.
La Indrini, continua nelle sue infamanti ed infondate accuse sostenendo che “Palatucci, in qualità di funzionario di Polizia, ha coadiuvato la persecuzione antiebraica (…) nel periodo della Repubblica Sociale”, aggiungendo che “sulla soglia della disfatta dell’Assse, Palatucci, come i suoli superiori, abbia cercato contatti con gli alleati o abbia espresso simpatia per gli ebrei”. Anche questa accusa non risponde assolutamente al vero perché l’attività di Palatucci iniziò con l’approvazione delle leggi razziali e proseguì sino al suo arresto. La Indrini sbaglia ancora nell’associare Palatucci ai suoi superiori perché gli intenti erano assolutamente diversi. In merito, voglio ricordare che il prefetto di Fiume,il famigerato Temistocle Testa, fascista fanatico e accanito persecutore degli ebrei, dopo l’8 settembre aderì alla R.S.I. divenendo il più stretto collaboratore del colonnello delle SS Eugen Dolmann. Palatucci,che aderì alla R.S.I, per continuare la sua opera, invece, verrà internato nel campo di concentramento di Dachau, dove troverà la morte il 1° febbraio 1945. Nessuno si è mai chiesto che se Palatucci voleva continuare nella sua opera di salvataggio doveva essere un buon funzionario di giorno ed un “traditore” di notte.
Voglio ricordare, infine, alla Indrini ed a Sarfatti che sono stati gli ebrei a scoprire Palatucci e non certo le autorità italiane, che lo avevano totalmente dimenticato. Infatti, solo il 12 settembre 1990, Palatucci, dietro le sollecitazioni dei numerosi salvati, venne proclamato “Giusto fra le Nazioni”. I riconoscimenti italiani sono successivi. Vorrei anche ricordare che le autorità ebraiche italiane continuano ad onorare Palatucci. Anche in occasione delle cerimonie per il 70° anniversario della morte di Palatucci (10febbreio 2015) sono intervenuti Riccardo De segni, rabbino capo di Roma e la signora Gioia Pacifici, vedova del dottor Emanuele Pacifici, che ha curato l’iscrizione di Palatucci allo Yad Vashem, per dimostrare l’affetto degli ebrei verso Palatuci.
Roma, 21 aprile 2015
Rolando Balugani
Presidente Fondazione Palatucci
Nel corso del C.D.A. della Fondazione “Amici di Giovanni Palatucci” tenutosi il giorno 03/03/2015 in Albinea di Reggio Emilia, Mons. Pietro IOTTI ha rassegnato le dimissioni da Presidente della Fondazione per motivi di salute. Le dimissioni sono state accettate, anche se con profondo rammarico, dal C.D.A. tutto. Mons. Pietro Iotti ha designato come suo successore il dr. Rolando BALUGANI che, con spirito di servizio, ha accettato l’incarico che è stato ratificato all’unanimità dal Consiglio tutto. Il nuovo C.D.A risulta così composto:
- Presidente e legale rappresentante: dr. Rolando BALUGANI;
- Vice Presidente Vicario: Padre Vitale SAVIO S.J.;
- Segretario: dr. Sergio RAIMO;
- Tesoriere: Rag. Emilio PATERLINI;
- Consigliere: Mons. Pietro IOTTI.
Mons. Pietro IOTTI, oltre a conservare la carica di Consigliere del C.D.A a vita, viene eletto, per acclamazione del Consiglio tutto, come Presidente emerito. Il C.D.A. ha espresso la propria gratitudine a Mons. Iotti per la meritoria opera svolta in seno alla Fondazione di cui è anche il fondatore.
A conclusione dei lavori Mons. IOTTI ha presieduto la celebrazione Eucaristica concelebrando con Padre Vitale SAVIO S.J.. Tutto il C.D.A. ha preso parte alla cerimonia religiosa di ringraziamento.
Albinea di Reggio Emilia, 03/03/2015


